venerdì 22 gennaio 2010
visita alla scuolina
Oggi con Chiara, Patrizia e Giusy, siamo andati alla scuolina per far visita ai bambini che non vedevamo da Natale. Entrare alla scuolina da sempre una grande emozione. Appena siamo entrati abbiamo visitato la stanza che ospita i più piccoli che dormivano tutti insieme sdraiati sui materassi in perfetto silenzio. Quando siamo entrati nelle aule dei grandicelli, avendoci riconosciuti, i bambini hanno intonato la canzoncina che Silvia gli aveva insegnato, e hanno cantato a squarciagola in nostro onore in un italiano perfetto per la loro età. Appena fuori dalle aule ci è corsa incontro la “principessa”, Meron, che mi è saltata addosso e prendendomi per mano, ha cominciato a chiamarmi Ababa. Ho incontrato Kaleb, uno dei fondatori della scuolina, con il quale siamo rimasti d’accordo che venerdì prossimo andremo a comprare la vernice, e sabato inizieremo i lavori d’imbiancatura della aule. Andando via l’ultimo saluto è stato della “principessa” che è corsa al cancello e ha preteso un bacio di saluto.
domenica 17 gennaio 2010
sostegno a distanza
Il “SOSTEGNO A DISTANZA” è la forma di aiuto che abbiamo pensato di proporre come garanzia per una continuità al nostro prpgetto.
Si tratterebbe di trovare almeno 30 persone che possano sostenere 30 bimbi (dei 75 che frequentano l’asilo). Basterebbe quello, con un versamento di 30 euro mensili, per garantire all’asilo 900 euro ogni mese, sufficienti per coprire le spese. Più ne sosteniamo, più possibilità abbiamo di migliorare la situazione. Per farlo, essendo un progetto che deve essere controllato e documentato, ci appoggiamo ancora all' organizzazione IN CAMMINO PER LA FAMIGLIA , che conosciamo bene. Loro lavorano da anni in Addis e sono persone fidatissime con le quali abbiamo spesso collaborato e che ci hanno dato ottimi consigli per questo nostro progetto. Sono anche parte attiva nelle donazioni per avviare il nostro asilino.
Nadia, che è la persona che gestisce a tempo pieno questa associazione, è spesso ad Addis e ci ha “prestato” la sua organizzazione per creare questo sostegno. Quindi, mandateci la vs mail se siete interessati. La gireremo a lei che vi invierà i moduli di adesione e, dopo il primo versamento che conferma la vs intenzione di partecipare, vi manderà una scheda, fatta con i responsabili volontari etiopi, in cui ci saranno le informazioni, la storia del bambino ed una sua foto. Nel versamento che farete, scrivete “causale PROGETTO ENPA,” così si crea un canale di raccolta diviso dalle loro operazioni, solo per il nostro progetto. Sul posto, tramite il loro conto in banca (per noi privati non è consigliato aprire un conto lì), noi ritireremo i soldi che andranno a sostenere il bambino, ma anche tutto il nostro asilo. Ripeto ancora, perché mi sembra importante, che tutti i soldi, in qualsiasi forma arrivino, saranno spesi dietro stretto controllo da noi che siamo lì e tutto sarà perfettamente documentato. La trasparenza è assolutamente necessaria, in questi casi.
Patrizia, una insegnante della scuola italiana di addis, impegnata nel progetto.
Si tratterebbe di trovare almeno 30 persone che possano sostenere 30 bimbi (dei 75 che frequentano l’asilo). Basterebbe quello, con un versamento di 30 euro mensili, per garantire all’asilo 900 euro ogni mese, sufficienti per coprire le spese. Più ne sosteniamo, più possibilità abbiamo di migliorare la situazione. Per farlo, essendo un progetto che deve essere controllato e documentato, ci appoggiamo ancora all' organizzazione IN CAMMINO PER LA FAMIGLIA , che conosciamo bene. Loro lavorano da anni in Addis e sono persone fidatissime con le quali abbiamo spesso collaborato e che ci hanno dato ottimi consigli per questo nostro progetto. Sono anche parte attiva nelle donazioni per avviare il nostro asilino.
Nadia, che è la persona che gestisce a tempo pieno questa associazione, è spesso ad Addis e ci ha “prestato” la sua organizzazione per creare questo sostegno. Quindi, mandateci la vs mail se siete interessati. La gireremo a lei che vi invierà i moduli di adesione e, dopo il primo versamento che conferma la vs intenzione di partecipare, vi manderà una scheda, fatta con i responsabili volontari etiopi, in cui ci saranno le informazioni, la storia del bambino ed una sua foto. Nel versamento che farete, scrivete “causale PROGETTO ENPA,” così si crea un canale di raccolta diviso dalle loro operazioni, solo per il nostro progetto. Sul posto, tramite il loro conto in banca (per noi privati non è consigliato aprire un conto lì), noi ritireremo i soldi che andranno a sostenere il bambino, ma anche tutto il nostro asilo. Ripeto ancora, perché mi sembra importante, che tutti i soldi, in qualsiasi forma arrivino, saranno spesi dietro stretto controllo da noi che siamo lì e tutto sarà perfettamente documentato. La trasparenza è assolutamente necessaria, in questi casi.
Patrizia, una insegnante della scuola italiana di addis, impegnata nel progetto.
giovedì 7 gennaio 2010
Natale nella scuola

Vedere l'Etiopia è come una doccia fredda nella canicola di luglio, un impatto fortissimo che si trasforma in voglia di non andarsene più. Tra tutte le meraviglie e le contraddizioni di questa terra bellissima e spietata c'è un piccolo gioiello di umanità dove i bambini sono finalmente al centro dell'attenzione, anche se per poche ore.
I bambini hanno un'età tra i 2 ed i 6 anni, e vengono accolti in questo centro per ricevere le cure e l'educazione che per noi sono scontate. Nonostante i musetti sporchi e le scarpe più grandi di tre misure, i sorrisi sono sempre presenti e la felicità di incontrarti è autentica: ti comunicano istantaneamente calore e gioia, ti accolgono con quei loro occhi carichi di curiosità e non puoi non sentire qualcosa dentro che si scioglie.
Durante la visita mi è stato chiesto di partecipare ad una lezione, una filastrocca in italiano che servisse per prendere confidenza con i fonemi. Ed è impressionante la velocità con cui l'abbiano appresa, e l'entusiasmo con cui cantavano assieme a me, con l'allegria fanciullesca che troppo spesso viene negata per la durezza delle loro condizioni.
Il progetto Enpa serve proprio a questo, ad offrire l'opportunità a questi bambini di essere bambini, di avere a disposizione un luogo protetto in cui imparare, giocare ed essere almeno un po' spensierati.
Silvia
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Per iniziare: la testimonianza di Chiara
Chiara, da alcuni anni consigliere del direttivo dell' associazione Namasté, si è trasferita in Etiopia dove insegna nella scuola italiana.
L' impatto con questo paese è stato molto forte: nonostante i tentativi per modernizzare il paese, la povertà è diffusa e il bisogno è immenso.
Con il rappresentante di un' associazione che opera nel campo degli aiuti umanitari, Chiara ha conosciuto la realtà di questa piccola scuola, che con un intervento relativamente oneroso potrebbe migliorare la qualità di vita di un gruppo di bambini.
6 dicembre
Oggi è stata una giornata grandiosa! Nadia, dell'associazione In cammino per la famiglia, di Genova, è qui per 15 giorni e ha invitato una troupe televisiva di rai3 della Liguria per far conoscere la loro associazione e le varie attività che si muovono qui.
Quindi ci siamo trovati questa mattina alla vecchia scuolina, genitori e bambini in 'alta uniforme' (per quanto possibile) e si sono fatte delle belle riprese, interviste alle mamme, ai volontari ...
Poi siamo andati tutti alla nuova scuolina per la quale finalmente è stato firmato il contratto d'affitto e pagato dicembre da Nadia.
Era la prima volta che le mamme vedevano la struttura: una casetta orizzontale con 4 entrate, quindi 4 aulette.
Il proprietario che la fece costruire aveva proprio l'intenzione di destinarla a scuola. Ora lui è morto, ma la sua intenzione è andata a buon fine! Ci sono due modesti bagni da sistemare, una stanza per la cucina e una per un piccolo ufficio. Ottimo per cominciare!
9 novembre
Il responsabile locale di una associazione che si occupa di aiuti ai bambini giovedì scorso ha voluto portarci sulla montagna, ai margini dei boschi di eucalipto, dove c'è una scuolina che raccoglie 60-70 bambini dai 3 anni fino all'età scolare.
Vi lavorano alcuni volontari che hanno fatto una specie di censimento casa per casa, nelle casupole di fango senz' acqua né elettricità, dove vivono mamme con bambini, molti malati, vivendo del niente che ricavano dall'essicazione delle foglie di eucalipto.
Per riempire un cesto occorrono 3 giorni di lavoro. Oppure lavorano per un dollaro circa, tutti i giorni senza riposo al campo in cui si producono sementi.
Non sanno neppure cosa vuol dire la salute, l'educazione, la buona nutrizione. Però sono persone miti, sorridenti e sperano per il futuro dei loro figli.
Nel villaggio vivono sfollati dall'Eritrea, emarginati, gente che vive sotto la soglia della povertà, a volte con solo meno di un dollaro al giorno. Sono per lo più donne sole, abbandonate dagli uomini quando erano incinte o vedove.A volte sono i nonni o gli zii a custodire i bambini e spesso sono malati: dalla tubercolosi all'aids. In tali situazioni spesso non c'è neanche da mangiare, i bambini sono mandati a pascolare le pecore, a raccogliere legna; sono soggetti a pericoli, a violenze e abusi di tutti i tipi.
Nella scuolina i bambini sono raccolti e accuditi e quando possibile ricevono anche qualcosa da mangiare.
Ci aspettavano tutti composti nei loro banchetti fatiscenti, cantando canzoncine in inglese, ripetendo filastrocche...
La scuola è un edificio fatiscente, senza servizi né acqua, gli insegnanti e gli educatori sono tutti volontari, il governo non dà nulla perché sommerso da progetti e richieste.
Sabato mattina allora ci siamo trovati all'ufficio di Nadia per parlare della situazione e vedere cosa possiamo fare per loro.Sono sicura che qualcosa possiamo fare, anche perché qui basta davvero poco per cambiare le cose."
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