
Vedere l'Etiopia è come una doccia fredda nella canicola di luglio, un impatto fortissimo che si trasforma in voglia di non andarsene più. Tra tutte le meraviglie e le contraddizioni di questa terra bellissima e spietata c'è un piccolo gioiello di umanità dove i bambini sono finalmente al centro dell'attenzione, anche se per poche ore.
I bambini hanno un'età tra i 2 ed i 6 anni, e vengono accolti in questo centro per ricevere le cure e l'educazione che per noi sono scontate. Nonostante i musetti sporchi e le scarpe più grandi di tre misure, i sorrisi sono sempre presenti e la felicità di incontrarti è autentica: ti comunicano istantaneamente calore e gioia, ti accolgono con quei loro occhi carichi di curiosità e non puoi non sentire qualcosa dentro che si scioglie.
Durante la visita mi è stato chiesto di partecipare ad una lezione, una filastrocca in italiano che servisse per prendere confidenza con i fonemi. Ed è impressionante la velocità con cui l'abbiano appresa, e l'entusiasmo con cui cantavano assieme a me, con l'allegria fanciullesca che troppo spesso viene negata per la durezza delle loro condizioni.
Il progetto Enpa serve proprio a questo, ad offrire l'opportunità a questi bambini di essere bambini, di avere a disposizione un luogo protetto in cui imparare, giocare ed essere almeno un po' spensierati.
Silvia
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