giovedì 23 dicembre 2010

sabato 27 marzo 2010


La mail che potete leggere di seguito, è di una coppia di amici che è stata qui, ad Addis, per l'adozione di una bimba, che ora è felicemente con loro in Italia. Sono cari amici di Patrizia, una delle fondatrici della scuolina. Hanno visitato la scuolina e vissuto le emozioni che leggerete. Vi inviamo questa testimonianza perchè possiate sentire anche da altre voci, le emozioni che si provano entrando in contatto con i bimbi e le mamme della scuolina.

Sandro e Marcella






Ciao a tutti, siamo Giulia e Claudio, amici di Patti e fortunati neo genitori di Senait.

Come Patrizia vi ha scritto, stiamo vivendo un momento fantastico della nostra vita; siamo appena tornati dall'Etiopia, dove Senait (splendida bimba di circa 6 anni, etiope) ci ha adottato :-))))

E così abbiamo avuto la fortuna di passare 3 settimane ad Addis Abeba, e tra le 1000 nostre emozioni abbiamo avuto la fortuna di vivere anche le emozioni dell'Africa e di visitare il piccolo e splendido Asilo che Patti, con Chiara, Adina ed altri amici, stanno aiutando a far crescere e desideriamo quindi raccontarvi anche le nostre sensazioni.

Al piccolo asilo siamo stati 2 volte. La prima. appena 2 giorni dopo aver abbracciato per la prima volta Senait. Per l'occasione è stata organizzata una festicciola di ringraziamento (la cerimonia del caffè). Con la festa hanno voluto ringraziare tramite noi tutti gli amici italiani che hanno aiutato e, speriamo, continueranno ad aiutare questa splendida iniziativa, contribuendo economicamente, inviando materiali vari e, sostanzialmente, "vivendo" questa piccolo ma enorme aiuto concreto e quotidiano che è una scuola per bambini in africa!

La festa, in cui sono stati distribuiti a ogni bambino, dal primo all'ultimo, dai più grandi ai più piccini, un sacchetto con abiti usati provenienti dall'Italia, e' stato un momento molto importante! C'erano tutte le madri, vicino ai loro piccoli, che rappresentano il loro difficilissimo ma splendido futuro! Le madri sono donne provate da un'estrema povertà, impossibilitate a dare un futuro ai loro cuccioli, madri coraggiose che trasmettono una grande dignità, madri per le quali l'asilo, creato dalle nostre splendide amiche, è l'unica possibilità di dare un'istruzione ai propri figli e con l'istruzione la speranza di un futuro migliore del loro.
Abbiamo visto molte madri spogliare i loro piccoli per vestirli con i nuovi abiti, e molti piccoli sono venuti a farsi ammirare con addosso gli abiti nuovi.
All'asilo, pur trattandosi di un piccolo edificio nella periferia di una delle più grandi e povere metropoli africane, si respira un'aria diversa, pulita, serena, dove la vita sembra tranquilla. Un posto dove tutti noi vorremmo far crescere i nostri piccoli!!!!! Le mamme, di cui Patti ci ha raccontato la difficile vita, sono riservate e timide, ma trasmettono "fisicamente" la loro commozione ed il loro ringraziamento!

Abbiamo visitato la struttura, le aule, le stanze dove si prepara il pane e dove possono riposarsi i piccoli, visto la macchina per produrre il pane e "gustato" il pane autoprodotto. Tutto semplice, tutto pulito!

Poi siamo tornati una seconda volta, una mattina della settimana, a vedere la quotidianità. Senza la festa, senza il caffè, ma con i bimbi in classe e le maestre in "azione". Una mattinata splendida! In ogni classe un paio di insegnanti, i bambini pronti a cantarci le canzoncine ed a farci vedere i loro disegni. Senait distribuiva caramelle e loro, educati e "rispettosi", hanno ricevuto le piccole caramelle facendo l'inchino!!! Sono bambini bellissimi, vestiti spesso con magliette e felpe italiane, magari di un paio di numeri più grandi, ma bellissime addosso a loro!

Nell'intervallo, tutti seduti sulle scale, hanno fatto la merenda e poi sono tutti corsi a giocare, come è loro diritto!!!!

Per noi, genitori adottivi di una splendida bimba la cui madre, probabilmente, non ha avuto la possibilità di mandare ad un simile asilo la propria piccolina, visitare l'asilo è stata una esperienza molto importante, che rimarrà per sempre nel nostro profondo. Quanto Patti e le sue colleghe, con l'aiutino di noi tutti, stanno facendo è qualcosa di molto, molto concreto. Non è un concerto miliardario, non è un ospedale, ma quei 70 bambini, adesso, hanno sicuramente una vita migliore di prima e, speriamo, hanno una speranza: quella di poter crescere con un minimo di sapere, con una felpa addosso, qualcosa in pancia e, soprattutto, con l'amore delle loro madri!

A nome di tutti questi piccoli tesori e delle loro mamme, ringraziamo Patti, Adina, Chiara, Sandro, Marcella, Kaleb, Henok, i volontari dell'asilo, le insegnanti e tutti, tutti voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Un abbraccio,
Senait, Giulia e Claudio

sabato 20 febbraio 2010

sostegno a distanza

Siamo molto emozionati, Meron ci è stata assegnata e domani andremo a trovarla a casa sua e sarà l'occasione per conoscere la mamma. Ci accompagnerà Kaleb e porteremo qualche dono che ho portato dal mio ultimo viaggio in Italia.

mercoledì 3 febbraio 2010

Abbiamo iniziato ad imbiancare


i bimbi mangiano le merendine, all'ombra.... la prima è meheret, la "princess"...

Cerco di rientrare nelle emozioni forti che ancora provo quando vado alla scuolina. Dopo le varie riunioni per far partire i lavori, ieri abbiamo iniziato con il dipingere gli orrendi muri sporchi e scrostati. Tutti insieme, il mio amico Sandro, i volontari, le mamme e persino qualche papà, uomini rarissimi nella storia delle nostre madri. C'erano anche i guardiani delle case di Chiara e di Sandro e Marcella, che hanno dato volentieri una mano.

Abbiamo iniziato verso le 10 ed alle 17 era tutto fatto. In mezzo, i bambini che ti salgono addosso, le merendine comprate che portano gioia immensa, la frutta offerta alle mamme, che ricambiano preparando il caffè e facendo pane e injera. Noi sappiamo che i costi per loro sono alti e offrire questo a noi è un grosso sacrificio, ma loro vogliono esserci, fare la loro parte.. questo è il riconoscimento più bello, per noi. Mentre eravamo lì, con Sandro osservavamo che i bambini hanno vestitini laceri e spesso non hanno le scarpe. Cercherò di organizzare un container appoggiandomi a qualche organizzazione e di raccogliere vestiti, scarpe e giochi a luglio per inviarli poi alla prima partenza di un container. C’è tempo, quindi , per questo, ma magari sapendolo si riesce a fare le cose con calma. Per i vestitini, invece, si può iniziare subito. Le persone che verranno qui porteranno un po’ per volta le cose. La prossima settimana verrà Renato ed organizzeremo un incontro con le mamme. Loro hanno già capito che avete dato molto. Ieri ci hanno detto "we love you"…, e questo è rivolto anche a voi che state contribuendo con adozioni e donazioni, oltre che a noi che siamo qui. Ho scattato foto per chè possiate vedere i lavori iniziati. Andate su www.flickr.com/photos/patti58 e sulla cartella addis abeba, troverete le ultime 11 foto che riguardano i lavori di ieri. Domani avremo un' altra riunione per verificare i preventivi dei lavandini,del forno per il pane, e per le candidature per il posto da insegnanti , da assistenti e da guardiani.

Ma torniamo a ieri. Tu sei lì che lavori, ma le mamme ci sono sempre, come possono e per quanto possono. Pensate che hanno deciso di mettere 2 birr a testa (18 birr sono 1 euro) per comprare semi per piantare alberi lungo i muri dell’asilo per fare ombra. Questi alberi cresceranno con il nostro progetto. Io spero che siano il simbolo della nascita di qualcosa di importante, anche perché nascono tramite i pochi soldi che queste donne possono offrire. Hanno per questo un valore ancora più grande. E poi, ad un certo punto, mentre stavamo verificando i lavori nella nursery, sentiamo una musica e battere le mani in una delle aulette dove si stava lavorando. Vado a vedere e li trovo coi pennelli in mano, sporchi di vernice, che ballavano in mezzo alla classe, coi bimbi attorno che li imitavano, con le mamme che battevano le mani... Ma che bello, mi sono messa anche io con loro, e per un momento ho ritrovato quel sorriso che da qualche giorno non ho più. Sembra strano ma qui, dove sembra che tutto sia così difficile, dove i problemi di sopravvivenza sono tanti, senti in certi momenti che arriva un’energia di vita proprio dove la vita sembra essere più lontana, più dura. C’è tanta vita dove c’è tanta sofferenza…bisogna avere fede, speranza e forza…e forse non è un caso che io l’abbia vissuta così, proprio ieri, in mezzo al dolore di una perdita grande.

Patrizia

venerdì 22 gennaio 2010

visita alla scuolina

Oggi con Chiara, Patrizia e Giusy, siamo andati alla scuolina per far visita ai bambini che non vedevamo da Natale. Entrare alla scuolina da sempre una grande emozione. Appena siamo entrati abbiamo visitato la stanza che ospita i più piccoli che dormivano tutti insieme sdraiati sui materassi in perfetto silenzio. Quando siamo entrati nelle aule dei grandicelli, avendoci riconosciuti, i bambini hanno intonato la canzoncina che Silvia gli aveva insegnato, e hanno cantato a squarciagola in nostro onore in un italiano perfetto per la loro età. Appena fuori dalle aule ci è corsa incontro la “principessa”, Meron, che mi è saltata addosso e prendendomi per mano, ha cominciato a chiamarmi Ababa. Ho incontrato Kaleb, uno dei fondatori della scuolina, con il quale siamo rimasti d’accordo che venerdì prossimo andremo a comprare la vernice, e sabato inizieremo i lavori d’imbiancatura della aule. Andando via l’ultimo saluto è stato della “principessa” che è corsa al cancello e ha preteso un bacio di saluto.

domenica 17 gennaio 2010

sostegno a distanza

Il “SOSTEGNO A DISTANZA” è la forma di aiuto che abbiamo pensato di proporre come garanzia per una continuità al nostro prpgetto.
Si tratterebbe di trovare almeno 30 persone che possano sostenere 30 bimbi (dei 75 che frequentano l’asilo). Basterebbe quello, con un versamento di 30 euro mensili, per garantire all’asilo 900 euro ogni mese, sufficienti per coprire le spese. Più ne sosteniamo, più possibilità abbiamo di migliorare la situazione. Per farlo, essendo un progetto che deve essere controllato e documentato, ci appoggiamo ancora all' organizzazione IN CAMMINO PER LA FAMIGLIA , che conosciamo bene. Loro lavorano da anni in Addis e sono persone fidatissime con le quali abbiamo spesso collaborato e che ci hanno dato ottimi consigli per questo nostro progetto. Sono anche parte attiva nelle donazioni per avviare il nostro asilino.
Nadia, che è la persona che gestisce a tempo pieno questa associazione, è spesso ad Addis e ci ha “prestato” la sua organizzazione per creare questo sostegno. Quindi, mandateci la vs mail se siete interessati. La gireremo a lei che vi invierà i moduli di adesione e, dopo il primo versamento che conferma la vs intenzione di partecipare, vi manderà una scheda, fatta con i responsabili volontari etiopi, in cui ci saranno le informazioni, la storia del bambino ed una sua foto. Nel versamento che farete, scrivete “causale PROGETTO ENPA,” così si crea un canale di raccolta diviso dalle loro operazioni, solo per il nostro progetto. Sul posto, tramite il loro conto in banca (per noi privati non è consigliato aprire un conto lì), noi ritireremo i soldi che andranno a sostenere il bambino, ma anche tutto il nostro asilo. Ripeto ancora, perché mi sembra importante, che tutti i soldi, in qualsiasi forma arrivino, saranno spesi dietro stretto controllo da noi che siamo lì e tutto sarà perfettamente documentato. La trasparenza è assolutamente necessaria, in questi casi.
Patrizia, una insegnante della scuola italiana di addis, impegnata nel progetto.

giovedì 7 gennaio 2010

Natale nella scuola
















Vedere l'Etiopia è come una doccia fredda nella canicola di luglio, un impatto fortissimo che si trasforma in voglia di non andarsene più. Tra tutte le meraviglie e le contraddizioni di questa terra bellissima e spietata c'è un piccolo gioiello di umanità dove i bambini sono finalmente al centro dell'attenzione, anche se per poche ore.
I bambini hanno un'età tra i 2 ed i 6 anni, e vengono accolti in questo centro per ricevere le cure e l'educazione che per noi sono scontate. Nonostante i musetti sporchi e le scarpe più grandi di tre misure, i sorrisi sono sempre presenti e la felicità di incontrarti è autentica: ti comunicano istantaneamente calore e gioia, ti accolgono con quei loro occhi carichi di curiosità e non puoi non sentire qualcosa dentro che si scioglie.
Durante la visita mi è stato chiesto di partecipare ad una lezione, una filastrocca in italiano che servisse per prendere confidenza con i fonemi. Ed è impressionante la velocità con cui l'abbiano appresa, e l'entusiasmo con cui cantavano assieme a me, con l'allegria fanciullesca che troppo spesso viene negata per la durezza delle loro condizioni.
Il progetto Enpa serve proprio a questo, ad offrire l'opportunità a questi bambini di essere bambini, di avere a disposizione un luogo protetto in cui imparare, giocare ed essere almeno un po' spensierati.

Silvia

Per iniziare: la testimonianza di Chiara


Chiara, da alcuni anni consigliere del direttivo dell' associazione Namasté, si è trasferita in Etiopia dove insegna nella scuola italiana.
L' impatto con questo paese è stato molto forte: nonostante i tentativi per modernizzare il paese, la povertà è diffusa e il bisogno è immenso.
Con il rappresentante di un' associazione che opera nel campo degli aiuti umanitari, Chiara ha conosciuto la realtà di questa piccola scuola, che con un intervento relativamente oneroso potrebbe migliorare la qualità di vita di un gruppo di bambini.


6 dicembre

Oggi è stata una giornata grandiosa! Nadia, dell'associazione In cammino per la famiglia, di Genova, è qui per 15 giorni e ha invitato una troupe televisiva di rai3 della Liguria per far conoscere la loro associazione e le varie attività che si muovono qui.
Quindi ci siamo trovati questa mattina alla vecchia scuolina, genitori e bambini in 'alta uniforme' (per quanto possibile) e si sono fatte delle belle riprese, interviste alle mamme, ai volontari ...
Poi siamo andati tutti alla nuova scuolina per la quale finalmente è stato firmato il contratto d'affitto e pagato dicembre da Nadia.
Era la prima volta che le mamme vedevano la struttura: una casetta orizzontale con 4 entrate, quindi 4 aulette.
Il proprietario che la fece costruire aveva proprio l'intenzione di destinarla a scuola. Ora lui è morto, ma la sua intenzione è andata a buon fine! Ci sono due modesti bagni da sistemare, una stanza per la cucina e una per un piccolo ufficio. Ottimo per cominciare!


9 novembre


Il responsabile locale di una associazione che si occupa di aiuti ai bambini giovedì scorso ha voluto portarci sulla montagna, ai margini dei boschi di eucalipto, dove c'è una scuolina che raccoglie 60-70 bambini dai 3 anni fino all'età scolare.

Vi lavorano alcuni volontari che hanno fatto una specie di censimento casa per casa, nelle casupole di fango senz' acqua né elettricità, dove vivono mamme con bambini, molti malati, vivendo del niente che ricavano dall'essicazione delle foglie di eucalipto.
Per riempire un cesto occorrono 3 giorni di lavoro. Oppure lavorano per un dollaro circa, tutti i giorni senza riposo al campo in cui si producono sementi.

Non sanno neppure cosa vuol dire la salute, l'educazione, la buona nutrizione. Però sono persone miti, sorridenti e sperano per il futuro dei loro figli.

Nel villaggio vivono sfollati dall'Eritrea, emarginati, gente che vive sotto la soglia della povertà, a volte con solo meno di un dollaro al giorno. Sono per lo più donne sole, abbandonate dagli uomini quando erano incinte o vedove.
A volte sono i nonni o gli zii a custodire i bambini e spesso sono malati: dalla tubercolosi all'aids. In tali situazioni spesso non c'è neanche da mangiare, i bambini sono mandati a pascolare le pecore, a raccogliere legna; sono soggetti a pericoli, a violenze e abusi di tutti i tipi.
Nella scuolina i bambini sono raccolti e accuditi e quando possibile ricevono anche qualcosa da mangiare.
Ci aspettavano tutti composti nei loro banchetti fatiscenti, cantando canzoncine in inglese, ripetendo filastrocche...

La scuola è un edificio fatiscente, senza servizi né acqua, gli insegnanti e gli educatori sono tutti volontari, il governo non dà nulla perché sommerso da progetti e richieste.

Sabato mattina allora ci siamo trovati all'ufficio di Nadia per parlare della situazione e vedere cosa possiamo fare per loro.
Sono sicura che qualcosa possiamo fare, anche perché qui basta davvero poco per cambiare le cose."